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L’Agricoltura Sociale in Italia e le sue prospettive, l’intervento di Alfonso Pascale

Alfonso Pascale

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Alfonso Pascale, docente di Agricoltura Sociale all’università degli studi di Roma Tor Vergata, analizza la situazione dell’Agricoltura Sociale in Italia nel documento “L’agricoltura Sociale e le sue prospettive”.

Partendo dalle origini di questa pratica virtuosa, egli introduce il concetto di “ruralitudine” come caratteristica fondante l’agricoltura sociale, in quanto “insieme di valori di solidarietà e mutuo aiuto che da sempre caratterizzano il mondo rurale”.

A riguardo, egli ricorda come la storia delle campagne italiane sia costellata di una miriade di pratiche comunitarie, che riguardano il “prendersi cura” delle persone: dalle società di mutuo soccorso alle associazioni locali, fino ad arrivare ai più antichi rituali di ospitalità o allo scambio di manodopera tra le famiglie agricole.

Facendo riferimento a tali reminiscenze, Pascale sottolinea come la vocazione originaria dell’Agricoltura Sociale sia proprio quella di “risvegliare e reinventare la ruralitudine, mediante l’utilizzo delle risorse tecnologiche disponibili, in realizzazioni innovative, capaci di farci guardare al futuro con spirito laico e ragionevoli speranze.”

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Agricoltura sociale, l’11 febbraio il convegno a Crotone

Si terrà giovedì 11 febbraio 2016, dalle ore 10, alla Casa degli Agricoltori di Crotone, l’incontro “Agricoltura Sociale: Sostenibilità, Solidarietà, Socialità, Legalità, Opportunità“, promosso dal comune di Crotone insieme a diverse associazioni attive nell’agricoltura e nel sociale.

Coordinerà i lavori l’assessore alle attività produttive del comune di Crotone, Franco Barretta.

Sono previsti gli interventi di Sergio Arena, commissario ASL di Crotone; Natale Carvello, presidente del Gal Kroton; Massimo Leone, presidente di IfoRD; Salvatore Nicoscia, responsabile della fattoria didattica Al Vituso; Filippo Sestito, direttore del centro servizi di volontariato Aurora di Crotone; Maria Luisa Mendicino, direttore della casa circondariale di Crotone; Antonio Grimaldi, presidente della cooperativa sociale Giacobbe; Lucrezia Bruno, neuropsichiatra presso il dipartimento di salute mentale di Crotone.

Le conclusioni saranno affidate ad Alfonso Pascale, formatore della Rete delle fattorie sociali.

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Governance degli Enti locali, a Oriolo Romano (Viterbo) il workshop sulle Linee guida UNI/PdR 9:2014

Oriolo Romano, Palazzo Altieri (biblioteca)

Oriolo Romano, Palazzo Altieri (biblioteca)

Sabato 28 novembre 2015, presso la biblioteca comunale di Oriolo Romano (Viterbo) si è svolto un workshop sulle Linee guida UNI/PdR 9:2014 per la governance di un Ente locale attraverso il coinvolgimento della comunità di riferimento e delle parti interessate, organizzato da AICQ Centro Insulare, Comune di Oriolo Romano, Club Emas Ecolabel Lazio e IfoRD, nell’ambito della Settimana Europea della Qualità 2015.

Massimo Leone (presidente di IfoRD) ha presentato le Linee guida UNI/PdR 9:2014, Sergio Bini (presidente di AICQ-CI) ha svolto un intervento sul tema “La gestione sistemica e il contributo dei nuovi standard per la qualità dei servizi ai cittadini”, Italo Carones (vice sindaco di Oriolo Romano e presidente Club Emas Ecolabel Lazio) ha illustrato l’esperienza di Oriolo Romano nella partecipazione dei cittadini alla gestione ambientale del Comune, Alfonso Pascale (Presidente del CeSLAM) ha tenuto una relazione sul tema “Il coinvolgimento delle parti interessate nella gestione dei finanziamenti europei (FSE, FESR, FEASR)”, con particolare riferimento alo sviluppo rurale secondo l’approccio CLLD (community led local development) promosso dalla Commissione Europea.

Sono disponibili le presentazioni di Massimo Leone (pdf – 0,2 MB) e Alfonso Pascale (pdf – 5,9 MB).

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Il mais miracoloso: Come l’Italia ha scelto lo sviluppo senza ricerca

Pubblichiamo l’intervento di Alfonso Pascale alla presentazione del libro “Il mais ‘miracoloso’. Storia di un’innovazione tra politica, economia e religione” di Emanuele Bernardi.

Come l’Italia ha scelto lo sviluppo senza ricerca

di Alfonso Pascale

“Il mais ‘miracoloso’. Storia di un’innovazione tra politica, economia e religione” di Emanuele Bernardi (Carocci editore, 2014) è un libro che consiglio vivamente di leggere perché ci fa comprendere come l’attuale dibattito sugli OGM, con le sue asprezze e faziosità, venga da lontano e affondi le radici in ambiti tematici non solo socio-economici e ambientali, ma soprattutto politici ed etico-culturali. Da tempo l’A. ci aveva abituati a leggere le vicende delle campagne italiane, dal dopoguerra alla fine del centrismo degasperiano, nell’ottica delle relazioni internazionali e dei reciproci condizionamenti tra Italia e Stati Uniti. La sua opera prima, “La riforma agraria in Italia e gli Stati Uniti” (Il Mulino, 2006), ha rappresentato una novità nel panorama della storiografia delle campagne nel dopoguerra. Il nuovo approccio è stato infatti dirompente per chi aveva studiato fino a quel momento il periodo della riforma agraria e degli interventi per il Mezzogiorno dal punto di vista di una delle due “appartenenze separate”, cioè di una delle due grandi subculture che vissero quegli anni da “separate in casa”: la socialcomunista e la cattolica. Il giovane storico ci suggeriva un’altra strada: non più quella di guardare agli anni della guerra fredda in base alle visioni ideologiche bipolari ereditate dal Novecento ma in base alle interdipendenze tra tecnologie, consumi di massa e sistemi produttivi e a nuove diadi: tutela dell’interesse nazionale da una parte e soggezione a interessi esterni dall’altra; modello agricolo statunitense e modello agricolo europeo.

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“Contro il non profit” di Giovanni Moro, il 6 marzo la presentazione a Roma con l’intervento dell’assessora Danese

Il 6 marzo 2015 la libreria L’Altracittà e l’associazione IfoRD hanno presentato a Roma, presso la libreria, il libro di Giovanni Moro “Contro il non profit”. Con questa iniziativa la libreria e l’associazione hanno partecipato alla campagna “Spiazziamoli – 50 piazze per la democrazia e contro le mafie”, che si è svolta il 6 e 7 marzo a Roma.

Sono intervenuti, oltre all’autore, Stefano Anastasia, presidente onorario dell’associazione Antigone, Mario Campli, membro del Comitato Economico e Sociale Europeo, Alfonso Pascale, membro del Comitato Tecnico Scientifico del Forum del Terzo Settore Lazio e, fuori programma, Francesca Danese, assessora alle Politiche sociali di Roma Capitale.

L’assessora Danese ha annunciato che nelle politiche sociali Roma Capitale intende adottare il metodo della coprogettazione, coinvolgendo i soggetti interessati nella definizione degli interventi da attuare.

L’associazione IfoRD ha apprezzato l’intervento dell’assessora e le ha inviato il documento sull’attuazione della Programmazione dei Fondi Europei 2014-2020 nei territori di Roma, diffuso nel mese di settembre 2014 dalla Rete Fattorie Sociali, dal Forum Terzo Settore Lazio e da IfoRD, nel quale si chiedeva di applicare il metodo del Community Led Local Development (sviluppo locale guidato dalla comunità) nell’attuazione delle politiche di sviluppo e coesione.

Auspichiamo che metodi partecipativi siano applicati nel modo più ampio, nelle politiche sociali e in generale dell’utilizzo dei finanziamenti europei per il periodo 2014-2020. Riteniamo che la partecipazione e la coesione sociale siano la principale risposta alla diffusione della mafie a Roma, come è chiaramente evidenziato in un recente intervento di Alfonso Pascale.

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“Radici & Gemme” a Cava de’ Tirreni, ricordando Rocco Scotellaro

Il 6 febbraio 2015 il Bar Libreria Rodaviva e l’associazione IfoRD hanno promosso un pomeriggio di riflessione su Rocco Scotellaro e la società civile delle campagne. L’iniziativa si è svolta a Cava de’ Tirreni, dove l’intelletuale e politico lucano studiò presso il collegio dei Cappuccini.
Alessandra Ranucci ha letto brani delle opere e delle lettere di Scotellaro, commentati da Alfonso Pascale. Pascale ha illustrato le motivazioni che lo hanno portato a scrivere il libro “Radici & Gemme. La società civile delle campagne dall’Unità ad oggi” e come esso sia in buona parte ispirato proprio dal pensiero e dall’azione di Scotellaro.
Al termine dell’incontro Alfonso Pascale ha rilasciato l’intervista che potete ascoltare nel video:

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Presentato a Roma “Radici & Gemme. La società civile delle campagne dall’Unità ad oggi”. L’Intervento di Massimo Leone

Pubblichiamo uno degli interventi alla presentazione del libro di Alfonso Pascale “Radici & Gemme. La società civile delle campagne dall’Unità ad oggi” tenuta il 27 ottobre 2014 a Roma presso la Casa della Cultura di Villa De Sanctis.

Roma, 27 ottobre 2014 - Da sinistra nella foto: Renate Goergen, Saverio Ciaccio, Stefania Ficacci, Giacomo Schettini, Michele Padula.

Roma, 27 ottobre 2014 – Da sinistra nella foto: Renate Goergen, Saverio Ciaccio, Stefania Ficacci, Giacomo Schettini, Michele Padula.

Quella di oggi è la terza iniziativa promossa dall’associazione IfoRD in cui si discute delle tesi esposte da Alfonso Pascale nel suo libro “Radici & Gemme”. Giusto un anno fa la presentazione del libro a Fondi è stata la prima iniziativa pubblica di IfoRD.

Il nostro interesse verso il lavoro di Alfonso Pascale deriva dalla convinzione che non ci possono essere politiche per lo sviluppo rurale adeguate ai nostri tempi se non cambia il modo in cui viene rappresentato e percepito il mondo rurale in Italia.

Uno schieramento ampio e variegato, che include associazioni di rappresentanza degli agricoltori come aziende e associazioni che si presentano come tutori e promotori della qualità dei prodotti italiani, diffonde una immagine caricaturale dell’agricoltura italiana, raffigurata ancora come se fosse in qualche modo separata dal resto della società.

Sono stato il mese scorso nei Paesi Bassi, a Rotterdam, e mi sono trovato per caso a visitare il cantiere nel nuovo mercato al dettaglio della frutta e della verdura, inaugurato il primo ottobre. Questo mercato è stato realizzato con le tecnologie più avanzate, nel pieno centro della città, decorato da bellissimi dipinti murali che coprono 11.000 metri quadrati. Nella stessa città, presso uno dei principali istituti olandesi di disegno industriale, era in corso una mostra su Sikko Mansholt, il fondatore della politica agraria europea.

I risultati dell’attenzione dei Paesi Bassi verso l’agricoltura sono evidenti: con una superficie pari a meno del doppio della sola Lombardia, questo paese è il secondo esportatore mondiale di prodotti agricoli, dopo gli USA. In ampie porzioni del nostro paese invece, mancando gli investimenti e un idoneo contesto sociale, l’agricoltura sopravvive solo grazie allo sfruttamento selvaggio del lavoratori immigrati, e spesso non solo degli immigrati.

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“Radici & Gemme”, il 27 ottobre a Roma la presentazione del libro di Alfonso Pascale

Lunedì 27 ottobre 2014 alle ore 18, a Roma – presso la Casa della Cultura di Villa De Sanctis, in via Casilina 665 – si terrà la presentazione del libro “Radici & Gemme. La società civile delle campagne dall’Unità ad oggi” di Alfonso Pascale.

L’iniziativa è organizzata dall’associazione IfoRD e si svolge con il patrocinio di Roma Capitale Municipio V.

Dopo i saluti di Giammarco Palmieri, presidente del Municipio V, e di Nunzia Castello, assessore alla Cultura del Municipio V, si confronteranno con l’autore del libro: Stefania Ficacci, storica, Michele Padula, docente di storia e filosofia, Giacomo Schettini, meridionalista. Modera Massimo Leone, presidente dell’associazione IfoRD.

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Fondi Europei 2014-2020 nei territori di Roma, un contributo alla Programmazione

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Contributo della Rete Fattorie Sociali, Forum Terzo Settore Lazio e IfoRD sull’attuazione della Programmazione dei Fondi Europei 2014-2020 nei territori di Roma

1. I percorsi partecipativi di sviluppo locale

Gli studi recenti sul territorio metropolitano di Roma identificano una realtà non più contrassegnata distintamente da città e campagna, ma da un continuum urbano-rurale, da una rurbanizzazione che è frutto di un tessuto sociale dinamico, reattivo e policentrico.

Le agricolture civili, con istanze ed esperienze diversificate, si candidano ad assumere un ruolo di cerniera e di saldatura di un territorio in cui sono sempre più evidenti le confluenze e le intersezioni.

L’impossibilità di programmare e pianificare la città-territorio con gli strumenti che abbiamo utilizzato finora è, del resto, sempre più condivisa anche nella comunità scientifica.

Occorrono, invece, percorsi di progettazione ad alta risoluzione capaci di mobilitare le comunità locali, cioè i soggetti e i gruppi che le compongono, senza più separarli per categorie. Anche i luoghi dell’abitare non sono più spazi chiusi, ma ogni edificio o spazio tende a trasformarsi in luogo polivalente, inglobando diverse funzioni nel legarsi ad altri edifici e ad altri spazi. È quanto sta avvenendo spontaneamente in diverse realtà locali di Roma a partire da iniziative come Progetto Corviale Domani, Forum del Parco delle Energie, Metropoliz.

Solo in tali percorsi le persone che vivono ai margini della società e prive di rappresentanza non saranno considerate un mondo a parte, ma persone come tutte le altre che hanno bisogni identici a quelli espressi dalle altre. Bisogna mettere a disposizione di tutti le opportunità per prendere coscienza di se stessi come individui e poter procedere alla propria liberazione.

Per ricostituire nelle diverse polarità di Roma le comunità-territorio e per fare in modo che queste possano meglio cogliere le opportunità della globalizzazione, bisognerebbe accompagnarle ad acquisire la capacità di autorappresentarsi e di costruire la propria immagine.

Si tratta di esaltare la diversità e il pluralismo, ricercando le sinergie e le complementarità, ma partendo da una forte capacità delle comunità-territorio di avere una chiara percezione di sé, per fare in modo che gli scambi culturali ed economici con altre comunità-territorio del mondo globale siano reciprocamente arricchenti e improntati ad una relazionalità collaborativa.

Le arti e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione possono alimentare la capacità delle reti locali di costruire in modo creativo la propria immagine e di riscoprire il “Genius loci” come processo culturale di autocoscienza e di apertura agli altri.

Andrebbe predisposta una mappa dei percorsi partecipativi “dal basso”, in cui si integrano obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusione sociale, tutela e valorizzazione delle risorse agricole e paesaggistiche, rigenerazione urbana, riconversione ecologica, e delle azioni riguardanti la promozione dell’agricoltura sociale e la gestione dei rifiuti per riciclaggio e riuso.

Successivamente, si potrebbe investire in “metodo d’azione”. Si tratta di proiettarsi come strumento di accompagnamento e supporto dei processi di sviluppo locale partecipativo nei diversi territori, fungendo da collante tra soggetti pubblici e privati e tra soggetti di settori diversi, nonché da “agente federatore” dei progetti, per favorire lo scambio di buone pratiche, approfondire tematiche comuni e sperimentare percorsi di ricerca-azione.

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Appunti sulla lettura di “Radici & Gemme”

di Cecilia D’Elia

copertina-libro-pascale-300px96ppiIl libro di Alfonso Pascale Radici & Gemme è un libro colto, ma nello stesso tempo di facile lettura. Racconta la storia delle campagne dall’unità d’Italia a oggi, anzi, per essere esatti, la storia della società civile delle campagne, come è indicato nel sottotitolo, a sottolineare che parliamo di un mondo organizzato e complesso.
Il testo è corredato da una ricca bibliografia, sia di saggi che di testi letterari, ma è totalmente privo di note e quindi scorre come un racconto, una storia di luoghi, organizzazioni, uomini e donne. Emerge ovunque l’amore di Alfonso Pascale per questo mondo, a cui ha dedicato gran parte del suo impegno civile e militante.
Non c’è traccia di nostalgia per un mondo andato, ma una rigorosa ricostruzione di come le campane abbiano partecipato alla costruzione della democrazia e di come siano state attraversate dalla modernizzazione del trentennio neoliberista.

Ci sono pagine molto suggestive, come quella dell’incontro tra il Presidente della repubblica Luigi Einaudi, il papà dei sette fratelli Cervi, fucilati dai nazisti, e Carlo Levi. Il Presidente discute con papà Cervi, commosso dal fatto che tra le letture dei figli ci fosse la rivista da lui un tempo diretta Riforma sociale e discutono insieme delle migliorie apportate al fondo che avevano in affitto e di quelle introdotte dal Presidente nei suoi vigneti. Infine il Presidente chiede a Carlo Levi se i sette Cervi si sarebbe comunque sacrificati se non fossero stati costruttori della loro terra. Carlo levi risponde di no, e in seguito ricorderà, a proposito di quell’incontro il “legame profondo con la terra, la propria terra, come elemento costitutivo della libertà, della socialità, del progresso economico e della democrazia”.

Questo rapporto tra terra e cittadinanza percorre interamente il libro di Pascale e la sua ammirazione per i contadini, da sempre i principali interlocutori della natura.
Guardando all’origine dello stato unitario, e in generale al modo in cui si è costruito il capitalismo italiano, Pascale rifiuta ogni contrapposizione tra modernità e arretratezza. Del resto l’autore sottolinea come crescita del ceto contadino e industrializzazione vadano di pari passo. La classe operaia italiana sarà anzi fortemente radicata nella società contadina e anche per questo resisterà meglio alle esperienze di sradicamento e di alienazione.

Pascale si sofferma sulla pecularietà di un mondo in cui vigeva “un sapere paritario che, alimentandosi dei valori di reciprocità e mutuo aiuto propri del mondo rurale, genera comunità”.
Questo mondo aveva sue forme di organizzazione e di cogestione che lo Stato liberale non riconosce e occupa, liquidando tutte quelle esperienze di terre comuni, domini collettivi, demani pubblici, che erano presenti nell’esperienza contadina, soprattutto nel sud, spesso nelle terre ecclesiastiche.
“In nome della modernizzazione delle campagne si afferma di fatto l’idea che la proprietà privata della terra sia l’unica forma di possesso che permetta all’agricoltura di progredire”.
A questo processo si contrapporrà la sinistra, ma in nome della proprietà pubblica.

Un altro aspetto che mi piace sottolineare è il ruolo delle donne in questo mondo. Anche in questo caso Pascale mostra una realtà molto più ricca di quello che in genere viene immaginato. Le donne sono state attive protagoniste del movimento sindacale, al punto che nel 1905 Argentina Altobelli è eletta segretaria nazionale della Federterra, unico caso in Europa. Del resto le campagne non sono un mondo a parte, lo dimostrano i dati sul referendum sul divorzio, vinto dai No anche nelle zone rurali. Ed è di Alcamo, centro rurale della Sicilia, Franca Viola, la ragazza che per prima rifiutò il matrimonio riparatore.

Ad una lettura da non addetta ai lavori, quali io sono e in relazione all’esperienza di gruppo di acquisto solidale che stiamo facendo posso testimoniare come a colpirmi sia stato l’esperienza di beni comuni come beni relazionali che ci proviene dalla storia delle campagne, un’esperienza di cogestione molto vicina alla ricerca moderna di una nuova nozione di cosa pubblica. Bene comune non solo come bene di cui è libero l’accesso, ma bene verso cui la responsabilità è in comune.
Un’esperienza che è stata mortificata dal prevalere di concezioni statalistiche o privatistiche della proprietà.

Oggi che gli esiti della cultura predatoria che ha dominato l’ultimo trentennio sono sotto gli occhi di tutti, che la devastazione del territorio e del paesaggio italiano drammaticamente si ripropongono nelle cronache dei danni dei temporali e delle mareggiate, è necessario e doveroso ragionare su cosa sia l’agricoltura e su come possa essere al centro di una modernità sostenibile. Alfonso Pascale ci consegna un libro che vuole soprattutto guardare avanti, mettere in connessione le radici antiche di questo mondo con le gemme del futuro da costruire e nel farlo chiama in causa anche noi, cittadini metropolitani e le nostre responsabilità di consumatori di cibo. Una sfida strategica per un gruppo d’acquisto solidale.

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