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“Curare la terra, coltivare l’integrazione”, fino al 25 novembre è possibile votare il progetto

“Curare la terra, coltivare l’integrazione” è un progetto di agricoltura sociale pensato per coinvolgere bambini con disordini del neuro sviluppo, in particolare con disturbo dello spettro autistico.

Mira a favorire una formazione agricola specifica ad un gruppo di 13 bambini e ragazzi al fine di individuarne le potenzialità individuali e di conseguenza le loro future attitudini lavorative.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Azienda agricola Marta De Filippis e l’associazione di promozione sociale LiberaMENTE di Fondi (Latina) e con un approccio di tipo comportamentale (ABA), attraverso le attività svolte in ambiente naturale e agricolo, tende a coniugare la necessità di un intervento precoce volto al miglioramento della qualità della vita dei bambini coinvolti e delle loro famiglie con l’acquisizione delle abilità indispensabili all’autonomia di vita.

Il progetto partecipa al bando Coltiviamo agricoltura sociale indetto da Confagricoltura. Fino al 25 novembre è possibile votare il progetto sul sito del bando (link qui), dopo essersi iscritti nell’apposita pagina.

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La Rete Fattorie Sociali alle Regioni: più attenzione all’Agricoltura Sociale nei PSR

La Rete Fattorie Sociali scrive alle Regioni per chiedere più attenzione verso l’Agricoltura Sociale nei nuovi Programmi di Sviluppo Rurale.

La Rete Fattorie Sociali ha inviato agli Assessori all’Agricoltura delle Regioni le proprie osservazioni e proposte riguardanti i Programmi di Sviluppo Rurale 2014-2020. Le Regioni stanno, infatti, negoziando coi Servizi della Commissione Europea i documenti di programmazione e dovranno apportare modifiche e integrazioni agli schemi iniziali.

“Da un esame compiuto dalla nostra Rete – è scritto nella missiva – emerge che il ruolo assegnato all’Agricoltura Sociale nei PSR sembra essere sostanzialmente inferiore a quanto reso possibile dalla normativa UE e dall’Accordo di Partenariato. Sporadiche le misure in cui essa è esplicitamente contemplata ed è del tutto assente una visione organica del ruolo che può essere svolto dall’agricoltura sociale nell’ambito dei PSR”. La Rete Fattorie Sociali ha sollecitato le Regioni a tener conto delle proprie proposte nella stesura definitiva dei documenti di programmazione.

– Scarica la nota inviata alle Regioni: Osservazioni Rete Fattorie Sociali PSR 2014-2020 (pdf – 0,12 MB)

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Fondi Europei 2014-2020 nei territori di Roma, un contributo alla Programmazione

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Contributo della Rete Fattorie Sociali, Forum Terzo Settore Lazio e IfoRD sull’attuazione della Programmazione dei Fondi Europei 2014-2020 nei territori di Roma

1. I percorsi partecipativi di sviluppo locale

Gli studi recenti sul territorio metropolitano di Roma identificano una realtà non più contrassegnata distintamente da città e campagna, ma da un continuum urbano-rurale, da una rurbanizzazione che è frutto di un tessuto sociale dinamico, reattivo e policentrico.

Le agricolture civili, con istanze ed esperienze diversificate, si candidano ad assumere un ruolo di cerniera e di saldatura di un territorio in cui sono sempre più evidenti le confluenze e le intersezioni.

L’impossibilità di programmare e pianificare la città-territorio con gli strumenti che abbiamo utilizzato finora è, del resto, sempre più condivisa anche nella comunità scientifica.

Occorrono, invece, percorsi di progettazione ad alta risoluzione capaci di mobilitare le comunità locali, cioè i soggetti e i gruppi che le compongono, senza più separarli per categorie. Anche i luoghi dell’abitare non sono più spazi chiusi, ma ogni edificio o spazio tende a trasformarsi in luogo polivalente, inglobando diverse funzioni nel legarsi ad altri edifici e ad altri spazi. È quanto sta avvenendo spontaneamente in diverse realtà locali di Roma a partire da iniziative come Progetto Corviale Domani, Forum del Parco delle Energie, Metropoliz.

Solo in tali percorsi le persone che vivono ai margini della società e prive di rappresentanza non saranno considerate un mondo a parte, ma persone come tutte le altre che hanno bisogni identici a quelli espressi dalle altre. Bisogna mettere a disposizione di tutti le opportunità per prendere coscienza di se stessi come individui e poter procedere alla propria liberazione.

Per ricostituire nelle diverse polarità di Roma le comunità-territorio e per fare in modo che queste possano meglio cogliere le opportunità della globalizzazione, bisognerebbe accompagnarle ad acquisire la capacità di autorappresentarsi e di costruire la propria immagine.

Si tratta di esaltare la diversità e il pluralismo, ricercando le sinergie e le complementarità, ma partendo da una forte capacità delle comunità-territorio di avere una chiara percezione di sé, per fare in modo che gli scambi culturali ed economici con altre comunità-territorio del mondo globale siano reciprocamente arricchenti e improntati ad una relazionalità collaborativa.

Le arti e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione possono alimentare la capacità delle reti locali di costruire in modo creativo la propria immagine e di riscoprire il “Genius loci” come processo culturale di autocoscienza e di apertura agli altri.

Andrebbe predisposta una mappa dei percorsi partecipativi “dal basso”, in cui si integrano obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusione sociale, tutela e valorizzazione delle risorse agricole e paesaggistiche, rigenerazione urbana, riconversione ecologica, e delle azioni riguardanti la promozione dell’agricoltura sociale e la gestione dei rifiuti per riciclaggio e riuso.

Successivamente, si potrebbe investire in “metodo d’azione”. Si tratta di proiettarsi come strumento di accompagnamento e supporto dei processi di sviluppo locale partecipativo nei diversi territori, fungendo da collante tra soggetti pubblici e privati e tra soggetti di settori diversi, nonché da “agente federatore” dei progetti, per favorire lo scambio di buone pratiche, approfondire tematiche comuni e sperimentare percorsi di ricerca-azione.

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Fondi Europei 2014-2020, lettera aperta al presidente Zingaretti e al sindaco Marino

foto: Hortus Urbis, Parco Regionale dell'Appia Antica

foto: Hortus Urbis, Parco Regionale dell’Appia Antica

Fondi Europei 2014-2020, Progettazione partecipata per lo sviluppo locale nei territori di Roma
Lettera aperta al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino
La Rete Fattorie Sociali, il Forum Terzo Settore Lazio e l’Associazione IfoRD hanno organizzato il 25 giugno scorso il Convegno “Fondi Europei 2015-2020. Sperimentare il metodo della Community Led nei territori di Roma” con il Patrocinio dell’Assessorato Ambiente, Rifiuti e Agroalimentare di Roma Capitale. L’iniziativa è scaturita dall’opera di sensibilizzazione svolta dai soggetti proponenti sulla base del documento “Proposte per il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) e per i Programmi Operativi Regionali (FESR e FSE) 2014-2020 della Regione Lazio”, inviato il 10 gennaio 2014 al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Hanno partecipato all’incontro circa duecento persone impegnate, a diverso titolo, in percorsi partecipativi e partenariati locali che vedono al centro la tutela e la valorizzazione di ecosistemi agricoli, l’agricoltura sociale, la creazione artistica e culturale anche mediante l’utilizzo di tecnologie digitali emergenti, per consolidare la resilienza urbana e perseguire lo sviluppo sostenibile.

Tutti gli intervenuti hanno condiviso l’esigenza di cogliere le opportunità della programmazione dei Fondi Strutturali e d’Investimento Europei (SIE) 2014-2020 e, in particolare, i vantaggi per i territori di Roma derivanti dal metodo della progettazione partecipativa dal basso.

Finora siffatto approccio è stato previsto esclusivamente per i territori rurali. Con il nuovo ciclo di programmazione, la Regione Lazio può decidere di estendere tale metodo anche ai territori urbani dando la possibilità a partenariati pubblico-privati locali di elaborare piani di azioni locali che utilizzino contestualmente i diversi Fondi Europei.

Dal dibattito viene confermata la richiesta alla Regione Lazio di compiere in modo netto tale scelta. Valorizzando la funzione sociale e terapeutico-riabilitativa delle attività agricole che si svolgono nella campagna romana e promuovendo collaborazioni e integrazioni tra soggetti pubblici e privati operanti nei differenti settori, si potranno tenere insieme innovazione, sostenibilità ambientale e inclusione sociale e fare in modo che l’agricoltura urbana dia vita a nuovi modelli di welfare produttivo.

Dal Convegno è uscita consolidata l’idea che il territorio metropolitano di Roma non sia più contrassegnato distintamente da città e campagna, ma da un continuum urbano-rurale, da una rurbanizzazione che è frutto di un tessuto sociale dinamico come molteplicità dialettica di sistemi, reattiva e policentrica.

Le agricolture civili (fattorie sociali, orti urbani, gruppi di acquisto solidali, mercati agricoli di vendita, comunità di cibo, ecc.) con le loro istanze e le loro esperienze diversificate devono candidarsi ad assumere un ruolo di cerniera e di saldatura di un territorio che soltanto una mentalità con gli occhi rivolti al passato riesce ancora a scansionare in mondo urbano e rurale collocandoli in contrapposizione, quando invece sono sempre più evidenti le confluenze e le intersezioni.

Da siffatta constatazione deriva il convincimento – sempre più condiviso anche nella comunità scientifica – che sia ormai impossibile programmare e pianificare la città-territorio con gli strumenti che abbiamo utilizzato finora.

Occorrono, invece, percorsi di progettazione ad alta risoluzione capaci di mobilitare le comunità locali, cioè i soggetti e i gruppi che le compongono, senza più separarli per categorie e ingabbiarli in determinati interessi specifici. Si tratta di cogliere la molteplicità e, nel contempo, l’unitarietà dei bisogni degli individui, ricomponendone i frammenti. Anche i luoghi dell’abitare non sono più spazi chiusi, ma ogni edificio o spazio tende a trasformarsi in luogo polivalente, inglobando diverse funzioni nel legarsi ad altri edifici e ad altri spazi.

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Verso la legge sull’agricoltura sociale, intervista a Marco Berardo Di Stefano

«Finalmente una legge per le fattorie sociali ma ora distinguiamo chi produce davvero»

Intervista a Marco Berardo Di Stefano, presidente della Rete italiana
di Massimo Leone, pubblicata su “il manifesto” del 3 luglio 2014

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Oggi in Italia sono attive nell’agricoltura sociale circa mille realtà distribuite su tutto il territorio nazionale. In tutta l’Europa si riconosce ormai un ruolo rilevante a questo peculiare tipo di aziende per il quale il Comitato economico e sociale europeo ha adottato, nel 2012, la seguente definizione: «Un insieme di attività che impiegano risorse agricole, sia vegetali che animali, al fine di creare prestazioni sociali nelle aree rurali o periurbane. In questo senso, scopo dell’agricoltura sociale è quello di creare le condizioni, all’interno di un’azienda agricola, che consentano a persone con esigenze specifiche di prendere parte alle attività quotidiane di una fattoria, col fine di assicurarne lo sviluppo e la realizzazione individuale e di migliorare il loro benessere».

Una di queste realtà è la tenuta Mazzocchio, a Pontinia, che ospita un centro di formazione, con 7000 metri quadrati di serre didattiche, dove ogni anno ragazzi con disabilità e persone a rischio di emarginazione frequentano un corso biennale per apprendere le tecniche dell’agricoltura, della zootecnia e della florovivaistica e acquisire la qualifica di «operatore polivalente dell’agricoltura». Intorno al centro di formazione si estende la Fattoria Solidale del Circeo, che produce ortaggi di stagione con certificazione biologica, destinati alle mense scolastiche, alla grande distribuzione e ai gruppi di acquisto solidali.

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Agricoltura sociale, corso di formazione gratuito da Rete Fattorie Sociali e ForAgri

retefattoriesociali-foragri-237pxLa Rete Fattorie Sociali insieme al ForAgri, organizza un corso di formazione gratuito sull’agricoltura sociale e le sue prospettive alla luce della programmazione comunitaria 2014/2020 e della Legge Nazionale in discussione in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.

I corso è articolato in due livelli: la prima parte della formazione si svolgerà in 2 giornate nell’autunno 2014, con date da definire in accordo con i corsisti. I corsisti riceveranno un attestato di frequenza e potranno accedere alla seconda parte della formazione che prevede l’organizzazione di visite a fattorie sociali innovative in Italia e/o all’Estero.

Il corso è gratuito, le iscrizioni devono avvenire entro il 30 luglio 2014 e le imprese aderenti dovranno aderire gratuitamente al fondo per la formazione interprofessionale FOR.AGRI (consultare la brochure allegata).

Brochure FOR.AGRI (Pdf – 800 KB)
Scheda di iscrizione (Doc – 13 KB)

Per maggiori informazioni potete contattare la Rete delle Fattorie Sociali: distefano@fattoriasolidaledelcirceo.com

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Percorsi partecipativi per i Fondi Europei 2014-2020, mercoledì 25 giugno il Convegno in Campidoglio

Nei territori di Roma si moltiplicano percorsi partecipativi e partenariati pubblico-privati che puntano al rafforzamento della resilienza urbana e allo sviluppo sostenibile. Si mettono insieme conoscenza, innovazione sociale, cultura, bioeconomia, agricolture civili, turismo, comunità di cibo, welfare produttivo, gestione degli ecosistemi agricoli, valorizzazione dei beni architettonici e archeologici.

Siffatti processi potranno consolidarsi e produrre risultati concreti qualora si sapranno cogliere le opportunità della Programmazione dei Fondi Strutturali e d’Investimento Europei (SIE) 2014-2020.

I Programmi operativi della Regione Lazio, in fase di elaborazione, dovrebbero optare per un utilizzo integrato dei Fondi SIE favorendo la sperimentazione – nei territori di Roma dove le comunità siano disponibili a farlo – del metodo dello sviluppo locale partecipativo.

L’agricoltura multifunzionale (fattorie sociali, fattorie didattiche, agriturismi, aziende agroenergetiche, ecc.) svolgerà una funzione centrale nei percorsi di sviluppo dal basso se verrà riconosciuta anche nei poli urbani.

Su questi temi si terrà il 25 giugno 2014 – dalle ore 15.30 alle 19.30 – presso la Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini di Roma, il Convegno organizzato da Rete Fattorie Sociali, Forum Terzo Settore Lazio e IfoRD con il Patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente, Rifiuti e Agroalimentare di Roma Capitale.

Parteciperanno Estella Marino, Assessore all’Ambiente, Rifiuti e Agroalimentare di Roma Capitale, Gemma Azuni, Vice Presidente della Commissione Bilancio di Roma Capitale, Mario Ciarla, Presidente della Commissione Agricoltura e Attività Produttive della Regione Lazio, Valentina Grippo, Presidente della Commissione Turismo di Roma Capitale, Marco Berardo Di Stefano, Presidente della Rete Fattorie Sociali, Massimo Leone, Presidente dell’Associazione IfoRD, Gianni Palumbo, Portavoce del Forum Terzo Settore Lazio.

Seguiranno interventi che illustreranno esperienze concrete di percorsi partecipativi e partenariati pubblico-privati nei territori di Roma.

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“Fondi Europei 2014-2020. Sperimentare il metodo Community-Led nei territori di Roma”, il convegno mercoledì 25 giugno

foto: The Copenhagen City Bee Project (bybi)

foto: The Copenhagen City Bee Project (bybi)

Si terrà il 25 giugno 2014 – dalle ore 15.30 – presso la Sala Pietro Da Cortona dei Musei Capitolini di Roma, il convegno “Fondi Europei 2014-2020. Sperimentare il metodo Community-Led nei territori di Roma”, organizzato da Rete Fattorie Sociali, Forum Terzo Settore Lazio e IfoRD con il Patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente, Rifiuti e Agroalimentare di Roma Capitale.

L’incontro ha lo scopo di approfondire le novità della programmazione dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei 2014-2020 e, in modo particolare, il loro utilizzo integrato e gli strumenti attuativi previsti. Si tratta, infatti, di cogliere una grande opportunità per Roma: la possibilità di sperimentare l’approccio Community Led Local Development anche nelle aree urbane e metropolitane.

Dopo i saluti dei rappresentanti istituzionali ci sarà una relazione che metterà a fuoco alcuni contenuti dell’Accordo di Partenariato 2014-2020, trasmesso definitivamente a Bruxelles il 20 aprile scorso e che riguarderanno i seguenti ambiti: innovazione, agricoltura sociale, turismo sociale, creazione artistica e culturale anche mediante l’utilizzo di tecnologie digitali emergenti, tutela e valorizzazione dei beni ambientali e culturali.

Successivamente, si svolgeranno gli interventi programmati che illustreranno esperienze concrete nel territorio di Roma di percorsi partecipativi e partenariati pubblico-privati interessati all’utilizzo integrato dei Fondi Europei riguardo ai seguenti ambiti tematici: conoscenza e innovazione, competitività dell’agricoltura multifunzionale nelle aree urbane, nuovi modelli di welfare comunitario, valorizzazione dei beni ambientali e culturali con particolare riferimento alle aree protette.

Locandina (Png)
Comunicato stampa

Per accedere alla sala è necessario presentare l’invito all’ingresso: Invito (link al file Pdf)
Per informazioni si può scrivere a: associazione.iford@gmail.com

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